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Progetto URBAN Q.U.O.T.A.

» Il Museo Immaginario
» Il Giardino di Tavola Tonda
» La ludoteca
» La biblioteca multimediale

Museo Immaginario come palcoscenico del quotidiano
Progetto triennale proposto dall’Associazione all’interno di Urban/ Q.U.O.T.A.
Obiettivo del nostro progetto è stato quello di proporre ai ragazzi del mandamento Tribunali Castellamare un palcoscenico alternativo alla strada,un luogo dove poter essere attori di comportamenti che si discostassero dai modelli di sopruso ed aggressività purtroppo presenti in un territorio segnato da una situazione di degrado e di abbandono.
Il Museo Immaginario, rivolto ai ragazzi dai 9 ai 14 anni, è stato un intervento ludico-didattico volto a stimolare la loro attenzione verso la realtà sia urbana che domestica e a suscitare la volontà di incidere su di essa. Attraverso i laboratori hanno appreso diverse tecniche con le quali hanno espresso la loro fantasia e creatività.
Scopo dei laboratori, oltre l’apprendimento,è stato quello di offrire loro delle chiavi di lettura che potessero aiutarli a sentirsi parte integrante di un tessuto urbano che normalmente li emargina negando spazi di incontro e di gioco.
Le fasi di lavoro prevedevano un primo momento in cui,rintracciati i segni d’identificazione dei luoghi, si è passati all’elaborazione e costruzioni degli strumenti di supporto, quali mappe, canti, attrezzi, strumenti musicali. La fase successiva è consistita nell’acquisizione di tecniche per la costruzione di manufatti, nell’organizzazione e nella scelta dei prototipi da riprodurre.
I laboratori attivati sono stati:
- Mappe e territorio - Dalla lettura delle mappe della città si é passato alla creazioni di percorsi fantastici con valenze dettate dall’immaginario dei ragazzi
- Costruzione di strumenti e oggetti con riuso e riciclaggio di materiali - per educare ad una diversa sensibilità verso l’ambiente che li circonda
- Decorazione e pittura su carta e su stoffa - per avvicinare i ragazzi ai primi semplici elementi del disegno e del colore
- Falegnameria e decorazione del legno - per imparare ad assemblare imparando ad usare attrezzi e macchine semplici
Il Museo Immaginario ha trovato nel cortile della scuola Ferrara la sua temporanea collocazione, trasformandosi in un luogo in cui apprendere e sperimentare giocando, creando e facendo.
Il Museo é stato diviso in sezioni relative ai cinque sensi; uno spazio pensato in cui interagire con gli oggetti esposti, un luogo effimero che raccontasse sia gli spazi che i ragazzi attraversano abitualmente, sia gli oggetti di uso quotidiano che fanno a parte del loro vissuto giornaliero.
Un loro “Museo” per conoscere, scoprire, riscoprire; uno spazio dinamico che accoglie esperienze da conservare e comunicare.
I laboratori proposti sono serviti a sviluppare nei ragazzi che hanno partecipato un lavoro di gruppo in cui ognuno si relazionava oltre che con gli altri anche con l’”esterno”, con la strada, con la piazza, con il quartiere.
Attraverso le esplorazioni compiute si sono costruite delle mappe che in qualche maniera erano la rappresentazione del “mondo - quartiere”.
Il lavoro sull’ospitalità, sulla cooperazione e sul senso del possesso ha indirizzato il lavoro verso forme di espressione legate al “costruire comune”, alla partecipazione collettiva.
La fase della conoscenza si é sviluppata partendo dal “fare”:fare praticamente per poi giungere alla teoria e ritornare con più coscienza al fare.
in questo modo abbiamo inteso affrontare la conoscenza dei luoghi, delle tecniche e delle persone stesse , per gradini;partendo dall’interno e muovendoci verso l’esterno per poi ritornare con maggiore consapevolezza lì dove eravamo già stati.

Il giardino di Tavola Tonda
Il giardino non è solo ciò che oggi possiamo esperire esteticamente ma il risultato della riappropriazione di un luogo del Centro Storico un tempo lasciato all'incuria e al degrado fisico e sociale. Il primo passo del lavoro di progetto è stato quello di rintracciare la memoria dei luoghi recente e remota sia dalle fonti bibliografiche che dai racconti delle persone che vi abitano.

Tali ricerche hanno rivelato l'antica identità del luogo. Infatti il nome "Tavola Tonda" è legato al fatto che anticamente vi era la presenza di locande a cui affluivano marinai, viaggiatori di passaggio e gli abitanti delle varie comunità ed etnie residenti nella zona portuale.

Un lavoro di recupero della memoria recente, attraverso interviste a giovani ed anziani ha fatto emergere una storia travagliata in cui una discarica, un canile per combattimenti clandestini e un parcheggio abusivo, si sono avvicendati con tentativi a più riprese di recupero del sito da parte di abitanti e del Comune di Palermo sempre di scarso successo.

Il concetto dello spazio pregettato si è fondato sull'idea di un "contenitore per il gioco" per introdurvi le nuove diverse attività che si svolgono con i giovani in Tavola Tonda ( teatro, musica, scenografia, pittura, ceramica, etc.) ma anche per reintegrarvi quelle funzioni tradizionalmente assolte dalla "piazza" (luogo di svago, incontro e scambio per adulti ed anziani).
Il luogo e protettivo che, come una nave protesa verso il porto ed il mare aperto vuole affrire lo spazio al gioco del viaggio dell'immaginario, del sogno e dell'utopia.
Si tratta di una struttura aperta e flessibile con una forte presenza vegetale che, oltre all'aspetto estetico-decorativo svolge il suo fondamentale ruolo di richiamo alla Natura.

La ludoteca
La sede della Ludoteca trova ancora la propria sede nel padiglione restaurato della Villa Garibaldi, a Piazza Marina. Per tutta la durata del progetto URBAN Q.U.O.T.A. ha potuto usufruire di tutta struttura che si sviluppa su due piani. Dal 2002 invece, il piano superiore é stato affidato alla Biblioteca per ragazzi. La divisione precedente dava la possibilità di suddividere il gruppo giochi in due ambienti:al piano superiore un ambiente giochi e giocattoli che accoglieva tutto ciò che riguardava giochi, bambole, costruzioni, in uno spazio adatto ad accogliere anche i bambini più piccoli, e il piano inferiore dove, oltre allo spazio ricevimento si trovava un ampia zona destinata ai giochi da tavolo e ai laboratori.
Anche nello spazio esterno della Ludoteca é sempre avvenuta una prosecuzione dell’attività utilizzando tavoli da gioco, sabbire, scivoli, altalene, giochi per il giardino ecc.
Il momento di massima socializzazione tra i ragazzi é stato ottenuto dalla partecipazione ai laboratori: pittura, costruzione giochi e giocattoli,pasticceria,cartapesta. Costruire con le proprie mani é stato un modo per rendersi conto di “sapere fare” dando a molti ragazzi la consapevolezza che il loro agire non é solo ‘distruttivo’, come spesso viene loro detto.
Il ludobus é stato lo strumento ideale per potere operare nelle piazze, nelle strade, nei cortili e in tutti quei posti in cui i giovani si incontrano senza sapere come impiegare il proprio tempo.
Per la cooperativa il metodo di lavoro che ha sempre cercato di attuare é stato quello della partecipazione attiva. Per fare acquisire ai giovani la capacità del confronto e per incentivare il concetto di gruppo si é creato un modello di “partecipazione” che creasse momenti di confronto tutti insieme tramite le Assemblee partecipate.
In questo modo i ragazzi hanno seguito e contribuito alle decisioni e alla vita organizzativa, rendendo proprio il luogo in cui giocano. Si é creato il ‘Consiglio della Ludoteca’ , ovvero un gruppo di ragazzi e ragazze con la presenza anche di alcuni genitori. Il consiglio veniva eletto da tutti, rimaneva in carica per due mesi circa ed aveva il potere di suggerire agli animatori attività, giochi, o idee per migliorare la ludoteca.
La biblioteca multimediale
Dedicandolo a bambini di età compresa tra i 4 ed i 14 anni, Immagininaria ha realizzato un Centro Polifunzionale, adibito a biblioteca, ludoteca, mediateca, teatro, videoproiezione, manipolazione creativa, attività organizzate e coordinate da un gruppo di operatori specializzati.
Una biblioteca laboratorio, intesa come luogo di socializzazione e di aggregazione, dove si riscopre il gusto della lettura, del gioco e della creazione artistica individuale, un momento di incontro e di scambio, di stimolazione intellettuale ed emotiva. Con questa filosofia, nel Centro Polifunzionale, sono nate tre salette che hanno accolto i bambini tra libri, giochi, videocassette e cd musicali. Nella saletta del bisbiglio è stato possibile ascoltare storie narrate a voce alta, anche in lingua straniera e nel laboratorio manuale i bambini hanno adoperato numerosi materiali, realizzando originali manufatti, oggi prezioso patrimonio artistico del Centro. La narrazione, argomento cardine che ha guidato le attività di laboratorio, stimola la crescita culturale dell'individuo e nello stesso tempo rappresenta il ritorno all'uso della "voce", ricca di accenti e sfumature, in contrapposizione ad un mondo stordito dai rumori. Le attività di animazione e di creazione artistica hanno coinvolto anche i familiari dei bambini, favorendo l'incontro e il dialogo, al fine di rinsaldare il ruolo della famiglia, sostegno e guida nella crescita del minore.
Tra feste, mostre, esposizioni e spettacoli, si è voluto promuovere e sviluppare una società aperta e multiculturale, offrire un'alternativa alla "strada", sostenere l'amicizia e la convivenza con ragazzi di altre culture attraverso un approccio fantastico capace di liberare la fantasia e l'espressività dei bambini.
Nel corso dei 19 mesi di attività svolta al centro Immagininaria, l’equipe degli operatori ha lavorato con costanza e impegno riuscendo a portare avanti gli obbiettivi previsti da progetto. Si è stabilita una forte relazione operatori – bambini,basata su un clima aperto al dialogo, e a suggerimenti sul tipo di attività da svolgere pertanto contribuendo a personalizzare l’ambienet secondo la loro creatività,sviluppando così un forte senso di appartenenza al luogo che ha determinato il rispetto per lo stesso e per gli operatori.
Col tempo anche i rapporti di interscambio con le famiglie del quartiere si sono rafforzati.
Molte sono state le richieste di apertura del centro( anche in orari non previsti da progetto) per la realizzazione di feste.
Durante il progetto gli operatori della Biblioteca Multiculturale hanno partecipato ad un corso di formazione per operatori sociali organizzato dalla Cooperativa Sociale “I Sicaliani”.
Tra le varie attività svolte con i bambini ampio spazio è stato dato al laboratorio multimediale, che è per un trimestre è stato condottola un collaboratore occasionale Giuseppe Barboglio, un minore a rischio, integratosi all’interno del gruppo Q.U.O.T.A. .

Obiettivi :
- Coinvolgimento dei bambini nella realizzazione e nell’organizzazione di occasioni culturali, ludiche e di fruizione positiva dello spazio circostante il centro aggregativo.
- Realizzazione artigianale di libri e testi volti all’ampliamento del patrimonio della biblioteca multiculturale .
- Arricchire le conoscenze nel campo informatico, videografico e audiografico dei bambini attraverso appositi laboratori.
- Attivazione di momenti aggregativi e di socializzazione con i bambini delle altre associazioni tramite,feste, momenti ludici o sportivi.
- Rafforzare i rapporti di fiducia ed interazione con le famiglie dei minori, creando nuove e più coinvolgenti momenti e di festa.